• Tecniche tradizionali, che si ispirano ai caratteri propri delle manifatture di Meissen e Sèvres, che divennero i principali centri Europei per le lavorazioni su porcellana nel 1700. Queste tecniche trovano nelle composizioni floreali il loro soggetto più ricorrente. Allo stile classico sono riconducibili anche le realizzazioni pittoriche in “trompe l’œil”, riproduzione fedele di oggetti e materiali.
• Tecniche impressioniste, caratterizzate da margini soffusi e colori decisi. La mancanza di traccia definita lascia all’artista la libertà più assoluta nella creazione del decoro, per cui si creano forti contrasti di colore, zone di luce e di ombra, contrapposizioni di tonalità calde e fredde. Il paesaggio è il soggetto ideale da cogliere con le tecniche impressioniste.
• Tecniche moderne, in cui si ritrova tutto il rigore e l’essenzialismo del più puro stile scandinavo dalla metà degli anni Ottanta. L’assoluta mancanza di schemi prestabiliti e l’uso di una serie di materiali (in particolare i “lustri”) permettono di ottenere realizzazioni moderne e all’avanguardia sia nel design che nei colori. Da segnalare sono in particolare la “tecnica dello scavo” (o del chip-off) - che permette di ottenere sulla porcellana bianca superfici scavate, a sbalzo – e la tecnica dell’”I-relief”, che consente di creare superfici ruvide o lisce in rilievo.